
Sebbene persuasa di silenzio sia l'ora
sebbene persa all'uso l'amorosa parola
sebbene rotto il canto sulla terra ricada
sebbene un cane roda l'incantevole fiore
e sebbene la rima rischi il pianto
e sola sia la voce, calicanto
R. Piumini
Il Calicanto - ottobre 2002

Questo Chimonanthus praecox, chiamato anche Chimonanthus fragrans che significa ”fiore d’inverno” è un arbusto che appartiene alla famiglia delle Calycanthaceae.
La pianta importata dalla Cina si presenta con le sue belle foglie lucide ovato- lanceolate, con nervature arabescate.
Ma cadute le foglie, nel mese di gennaio o febbraio, i suoi rami spogli si rivestono di fiori sessili, che si presentano con molti petali divaricati giallini, più o meno screziati di porpora all’esterno.
Sono intensamente profumati e quando i rami vengono tagliati e posti nel vaso conservano a lungo la loro fragranza.
Questa fioritura inattesa e portentosa, ha fatto nascere la leggenda del pettirosso che in un giorno d’inverno, stanco e assiderato, cercò un ramo che gli permettesse di riposarsi al riparo delle ultime foglie ingiallite prima di riprendere il volo.
Molti furono gli alberi che rifiutarono, solo il calicanto impietosito lo ospitò sotto le ultime foglie avvizzite per riscaldarlo.
Il Signore, volle ricompensarlo facendo cadere sul ramo una pioggia di stelle splendenti e profumate.
Da allora il prodigio si ripete ogni anno nel periodo della fioritura. Immergendo nell’acqua un ramo con i fiori ancora chiusi, i boccioli si aprono illuminando la stanza con il loro giallo solare.
La leggenda riprende il racconto secondo cui durante la fuga in Egitto della Sacra Famiglia, gli alberi aprivano le fronde per nascondere i tre fuggitivi braccati dai soldati di Erode.
Ecco perchè l’omaggio di un rametto di Calicanto, è espressione di affettuosa protezione nei confronti di chi lo riceve.
Da giorni prima di vederlo il mare era un odore,
un sudore salato, ognuno immaginava di che forma.
Sarà una mezza luna coricata, sarà come il tappeto di preghiera,
sarà come i capelli di mia madre.
Cos'era invece? Un orlo arrotolato sulla fine dell'Africa,
gli occhi pizzicati da specchietti, lacrime di accoglienza.
Beviamo sulla spiaggia il tè dei berberi,
cuciniamo le uova rubate a uccelli bianchi.
Pescatori ci offrono pesci luminosi,
succhiamo la polpa da scheletri di spine trasparenti.
L'anziano accanto al fuoco tratta con i mercanti
il prezzo per salire sul mare di nessuno.
Racconto di uno
(sempre Erri De Luca, sempre stesso libro di sotto)